You are listening to a new special from am1575news, Francia24 and Radio Centrale Milano, in podcasting and on the medium wave.
The hearing at the Paris court
Mercoledì 16 settembre, le lancette si fermeranno alle 13‑30 per segnare l’udienza che vedrà sul banco degli imputati la sindaca del VII arrondissement di Parigi, Rachida Dati, e l’ex amministratore delegato di Renault‑Nissan, Carlos Ghosn. La 32ª camera del tribunale giudiziario di Parigi aprirà la discussione, ma Dati si presenterà con lo status di preposta, mentre Ghosn, al momento assegnato a residenza in Libano, ha già comunicato la sua impossibilità a comparire in aula. Entrambi rischiano, se riconosciuti colpevoli, fino a dieci anni di carcere, una pesante sanzione pecuniaria, l’interdizione dall’esercizio di cariche pubbliche e l’inidoneità a ricoprire incarichi.
The roots of the case
Il coinvolgimento di Rachida Dati risale al 2009, quando, ancora magistrato a Place Vendôme, passò a Bruxelles per diventare eurodeputata. Poco prima di entrare in seno al Parlamento europeo, firmò un contratto con la filiale olandese RNVB, controllata di Renault, per promuovere l’espansione del gruppo nei Paesi del Medio‑Oriente e del Maghreb. La prestazione era remunerata con 300 000 euro annui, rinnovabili tacitamente. Il rapporto si chiuse nel 2013, ma nel 2019, su segnalazione di una piccola azionista di Renault, la giustizia iniziò a indagare sulla reale attività svolta da Dati. Il Parquet nazionale finanziario sospettò che il compenso fosse una copertura per azioni di lobbying presso il Parlamento europeo, tra cui una domanda inviata per email a Ghosn sul “livello sonoro dei veicoli” prima della sua pubblicazione ufficiale.
The charges of corruption and influence peddling
Il giudice d’istruzione ha posto Dati in flagranza di “corruzione passiva” e “traffico d’influenza” per il periodo in cui ricopriva un mandato elettivo all’interno di un’organizzazione internazionale. La corruzione, definita dall’articolo 433‑1 del Codice penale, consiste nell’offrire o promettere vantaggi a una persona investita di autorità pubblica per sé o per altri. Il traffico d’influenza, previsto dall’articolo 433‑2, punisce chi sfrutta la propria influenza, reale o presunta, per ottenere favori da autorità o amministrazioni pubbliche. Gli esperti giuridici ricordano che, nella formulazione classica, la corruzione coinvolge due attori – il corruttore e il corrotto – mentre il traffico d’influenza aggiunge un terzo soggetto, quello che esercita la pressione sull’amministrazione per produrre il risultato desiderato. Nel caso di Dati, la procura ritiene che abbia usato il Parlamento europeo come canale di pressione a favore di Renault, configurando così il traffico d’influenza.
Carlos Ghosn’s position
Carlos Ghosn, fuggito dal Giappone e poi confinato in Libano, è oggetto di mandato d’arresto internazionale ma ha inviato al tribunale una missiva di sei pagine chiedendo il rinvio dell’udienza. Nella lettera sostiene di non essere stato regolarmente citato, facendo leva sull’articolo 552 del codice di procedura penale, che prevede un termine minimo di dieci giorni tra la notifica e la data di comparizione, esteso a due mesi per i residenti fuori dall’Unione europea. Secondo Ghosn, la convocazione, arrivata il 13 luglio, sarebbe pervenuta dopo il termine previsto, che scade il 6 luglio. L’ex dirigente richiede altresì l’accesso al fascicolo prima della comparizione e la possibilità di partecipare tramite videoconferenza, opzioni che le autorità giudiziarie hanno finora ritenuto impraticabili.
Possible procedural scenarios
Il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta di rinvio, se separare i procedimenti – giudicando prima Dati e poi, eventualmente, Ghosn – o se procedere con il giudizio in difetto di quest’ultimo, giudicandolo in contumacia. In quest’ultimo caso, Ghosn avrebbe comunque la facoltà di impugnare la sentenza e di chiedere un nuovo processo di prima istanza in futuro. Per ora, la tensione rimane alta, e la primavera parlamentare si intreccia con un caso giudiziario che potrebbe avere ripercussioni sia sulla scena politica francese sia sull’industria automobilistica internazionale.
Rimanete sintonizzati su Radio Centrale Milano 1575 kHz per tutti gli aggiornamenti di questo dossier che sta già facendo parlare tutta l’Europa.

Rachel’s editorial – The circus of justice: Dati and Ghosn, two clowns in the same cage
I now read to you my editorial of today.
The Paris court is preparing to lay bare an unlikely duo: the mayor of the seventh arrondissement, Rachida Dati, and the former automotive magnate, Carlos Ghosn. But really, which of them is more unlikeable? We don’t know, because both are such shadowy figures they seem to have stepped straight out of a spy thriller. The only advantage Ghosn has is that, no matter how devious his machinations, he has never pointed his megaphone at moral preaching. Dati, on the other hand, seems to have turned politics into a lobbying campaign worthy of a reality show.
The corruption and influence‑peddling accusations sound like a script re‑adapted weekly by the press. Journalism serves us a “what happened?” seasoned with legal definitions that look like they came from an 1887 law textbook, while ignoring the reality they’re based on: a contract worth three hundred thousand euros a year, a “mission” in the Middle East, and a series of emails about vehicle noise levels. It is truly surprising that the public does not see the more obvious plot: the law, for a moment, takes a coffee break while the powerful exchange favors like business cards.
Then there’s the logistical issue of Ghosn’s presence. The magnate, in exile in Lebanon, sends a six‑page letter complaining about the “delay” of the summons. It is a full‑blown bureaucratic drama: “They gave me the go‑ahead later than expected, so I don’t have to come.” As if justice could be postponed by a two‑month deadline. Meanwhile, the court must decide whether to try him in absentia – a case of “judiciabsence” that would make even the most corrupt judge blush.
The result is a trial that feels more like a power‑chess match than a genuine attempt to restore legality. Dati faces a decade in prison, Ghosn a new trial, and we sit watching the great spectacle, wondering whether the real culprit isn’t the system that turns every scandal into a simple headline. In the end, who will be the true winner? The audience, never stopping to munch on popcorn, or justice, forever running laps without ever reaching the finish line.
Koan of the day
Monaco: If the court can postpone the trial because the summons arrived late, what ounce of justice can truly exist?
Master: Justice is like the shadow of a tree: it follows the sun but cannot grasp the light; its value lies in walking beneath it, not in touching it.
Monaco: And if the law itself becomes a game of delays and excuses, what is the point of fighting for truth?
Master: The point is that, even if truth wears a worn‑out coat, every time you put it on, the world remembers it exists, while those who wear lies sit too comfortably on the throne of illusion.
That’s all for now. From the Paris editorial office I am Rachel Costa: this is am1575news, Francia24 and Radio Centrale Milano.
Source: AudioVisione – AM 1575 News
