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Editoriali

Addio Pierre Balduc

Riportiamo senza cambiare una parola il post comparso oggi 27 luglio 2025 su Facebook a cura dell’ex direttore – forse anche fondatore: non ricordiamo – della rivista “Suono Stereo HiFi (di cui comprammo il anno 1 numero 1 all’età di 9 anni).

E lo facciamo come quasi un dovere, visto il nome del sito su cui scriviamo: sicuri che Marino sottoscriverebbe parola per parola

Ci Rivedremo Pierre

(Di Gianfranco Maria Binari)

Sono 4 o 5 giorni che non facciamo il ‘punto’, Pierre.
Ma dove sei, Pierre?
Oh, santo Cielo: sbalordito, confuso, non son riuscito più a scrivere nulla, neppure un post, nelle ultime 24 ore.
Ma come, perché te ne sei andato, se sono io molto più anziano di te?
Addio Pierre!

Insomma, chi fosse, anzi che ‘Cosa’ fosse Pierre Bolduc lo rivelano le centinaia di note sui social uscite ieri.
In una parola, era un vulcano. Un vulcano di idee, di conoscenze, di capacità, di slanci di cuore. Già, una persona buona.
D’accordo, un nome importante nel settore della divulgazione della Musica, quella con la M maiuscola, e della sua buona riproduzione in casa. Non sto a dirvi di più, non ci sarebbe spazio sufficiente. Sappiate, solo per dirne una, che era uno dei pochi fra noi dell’informazione che veniva accolto col sorriso e l’abbraccio da Herbert von Karajan.

Ecco, non l’avevo mai provato, mi sembra di aver perso un braccio, forse una gamba. Non avevo mai pesato la nostra amicizia prima. Negli ultimi anni abbiamo collaborato strettamente e, ogni volta che ci si sentiva, che ci si vedeva – troppo raramente, sic – esplodeva l’entusiasmo, qualche lampo gioioso, delle risate sane e benevole, alimentati da un mondo, il nostro mondo meraviglioso, nel quale, prima distanti, ma poi in grande sintonia, abbiamo vissuto felici per le nostre vite intere. Felici perché fortunati: in un modo o nell’altro l’abbiamo esplorato ed anche capito, questo mondo della nostra passione comune.
Ecco perché l’armonia di un’amicizia. Adesso lo so, lo sento che siamo stati grandi amici.
Ancora non me ne rendo ben conto, ma sento che mi mancherai molto e a vari livelli, professionalmente e, viepiù, umanamente. Devo farmi coraggio e non temere di camminare zoppo, da ora in poi. Dice che si può vivere anche con una parte importante in meno.
Basta, non ho voglia di scrivere di più.
Ci rivedremo, Pierre.